Pagelloni 2012 – Letture

Fine anno. Per tutti i blog è periodo di  elenchi, liste, classifiche e dato che mi piace parecchio elencare e scrivere post lunghi non aspettavo altro. Il primo pagellone (e forse anche l’unico) riguarda i libri, non è una classifica dei migliori del 2012, ma di quelli che ho letto nel 2012, quindi ci trovate di tutto, da best-seller recenti a saggi vecchi un paio di secoli.

In totale ho letto diciassette libri (più uno attualmente in lettura) abbastanza variegati come genere e periodo storico, per la maggior parte classici, qualche delusione e qualche sorpresa. Mi rendo conto che avrebbe avuto più senso una classifica dei migliori usciti negli ultimi dodici mesi, ma ne leggo davvero pochi nuovi (come già detto per i dischi, non è snobismo) e mi divertiva raccogliere un insieme così disomogeneo, non si tratta assolutamente di ostentazione. Per alcuni avevo già scritto dei post (che è possibile leggere cliccando sui titoli) più o meno riusciti, altri avrebbero meritato la stessa attenzione ma, per i motivi più disparati, non l’ho fatto. In fin dei conti, questo è (anche) una specie di risarcimento.

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Superzelda (Tiziana Lo Porto – Daniele Marotta, 2011)

Non ho letto neanche un libro di Francis Scott Fitzgerald, non sapevo nulla di Zelda Sayre, sua moglie, eppure sono rimasto lo stesso colpito da questa bellissima graphic novel scritta da Tiziana Lo Porto e disegnata da Daniele Marotta che ripercorre la vita di Zelda e, di riflesso, di Scott.

Sono rimasto colpito prima di tutto dalla scelta dei colori: bianco, nero e un azzurro molto tenue; dallo stile dei disegni, essenziali o più rifiniti a seconda delle esigenze; dall’immenso lavoro di documentazione che deve essere stato fatto per ricostruire una vita dall’inizio alla fine.

La narrazione usa, per la maggior parte, due stili: uno più didascalico con disegni degli avvenimenti più importanti sottolineati, appunto, da didascalie ed un altro in cui i personaggi prendono il possesso della storia e si rivolgono direttamente al lettore. Capita così di vedere Hemingway che ci parla dei problemi tra Zelda e Scott oppure l’attrice Louise Brooks che si riconosce nel personaggio di “Di qua dal Paradiso” creato, come quasi tutti i personaggi femminili di Scott Fitzgerald, a immagine e somiglianza di Zelda.

Di tavola in tavola, si crea forzatamente un rapporto tra il lettore e Zelda, un rapporto che credo cambi da lettore in lettore; qualcuno odierà Zelda, qualcuno la amerà, quasi nessuno resterà indifferente di fronte a questa storia che i due autori raccontano davvero in maniera sublime.

Leggendo questo fumetto mi è parso di avere tra le mani qualcosa di prezioso, un lavoro scrupoloso e di qualità altissima, con delle invenzioni grafiche geniali, in cui nulla è fuori posto. Davvero un bel libro, consigliatissimo.