“There is a light that never goes out”

In questo video c’è tutta la pazzia della musica, della poesia e dell’amore.

C’è un cantautore un po’ in là con gli anni (e con i chili) che canta: “Se un bus a due piani ci disintegrasse, morire al tuo fianco sarebbe meraviglioso” e anche un altro centinaio di migliaia di persone: “Se un camion di dieci tonnellate uccidesse entrambi, morire al tuo fianco sarebbe un privilegio”; e nessuno è depresso, tutti sono felici.

Quando guardo questi 7 minuti, soprattutto perché conosco il testo di questa meravigliosa canzone,sono felice.

“I remember you well, in the Chelsea Hotel”

Il Chelsea Hotel, il rifugio degli artisti, è in vendita; secondo i proprietari non vale la pena ristrutturarlo e quindi hanno deciso di vendere.

Se vi siete chiesti perché tante agenzie di stampa e tanti giornali abbiano dato risalto a questa notizia, consiglio di fare un salto su Wikipedia, rimarrete impressionati dal numero di artisti passati all’interno di questa struttura in mattoni rossi e dal numero di canzoni aventi come argomento l’hotel o quello che è accaduto al suo interno.

Perché ne sono accadute di cose, dalla scrittura di “2001: Odissea nello spazio” alla morte di Nancy Spugen, che ha costretto i proprietari ad eliminare la stanza numero 100, dato il gran numero di punk che vi si recavano in “pellegrinaggio”.

Il motivo per cui rimarrò per sempre legato al Chelsea Hotel, però, è un altro; si tratta di “Chelsea Hotel #2″, magnifica canzone del sommo Leonard Cohen, in cui il poeta canadese rievoca un incontro sessuale (secondo la leggenda con Janis Joplin) avvenuto all’interno dell’albergo, poetica descrizione di un rapporto senza amore: “I remember you well in the Chelsea Hotel / That’s all,I don’t even think of you that often” (“Mi ricordo bene di te, al Chelsea Hotel / in fondo non ti penso neanche così spesso”).

Se avete 5 minuti liberi vi consiglio di ascoltare questa versione, con la voce di Cohen in versione “rasoio arruginito”.