Famous Blue Raincoat (Jennifer Warnes, 1987)

coverSarebbe interessante analizzare le dinamiche che portano un tizio qualsiasi a diventare un idolo, non per un gruppo o una generazione di persone, quanto per un singolo individuo, capire il modo in cui è stato scoperto un artista, un politico, uno sportivo che poi diventerà un punto di riferimento, non il migliore ma semplicemente il preferito, quello a cui vuoi bene per una serie di motivi che non sai spiegare bene manco tu ma che ti legano ad una persona che non hai mai visto in vita tua, che probabilmente non vedrai mai, ma alla quale sei affezionato. È più di una semplice ammirazione per le cose create e fatte, è una specie di empatia, in qualche modo ti senti affine e perdoni anche le cadute di stile e qualche stronzata, non ti senti solo nel mondo e questo in qualche modo ti basta, sei riconoscente.

Le persone che non conosco ma a cui voglio bene sono diverse, tra gli altri: Alfred Hitchcock, Sergio Leone, Kurt Vonnegut, Cesare Pavese, Leonard Cohen. Quest’ultimo è un caso che sarebbe divertente analizzare, come è possibile che un quasi venticinquenne del sud Italia, abbastanza sedentario, cresciuto con i Nirvana e i Marlene Kuntz di Catartica (ascoltati con vent’anni di ritardo), con idee politiche decisamente di sinistra, abbia come idolo un quasi ottantenne cantante folk, canadese, ebreo, giramondo e praticamente apolitico (ma nel senso più nobile del termine, al limite più di destra che di sinistra)?

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