Grillofascismi

Questo sì che è un netto stacco con la politica del passato.

Che alla fine è quello che accade se sei volutamente populista e le spari grosse. Se urli sfottò reazionari e battute imbecilli e parli di assedi, battaglie contro tutti e tutto, generalizzando sempre e comunque. Poi succede che imbarchi un sacco di persone di merda, di gente che non aspetta altro per urlare minacce fasciste a tutto spiano. Perché questo, cari grillini, è fascismo, ci sono pochi cazzi. Minacciare di morte le persone per evitare che dicano quello che pensano è fascismo, spostare la discussione sull’aspetto fisico è fascismo, dare della zoccola ad una donna perché non fa quello che volete voi è fascismo. Poi potete fare tutte le marce contro il femminicidio che vi pare, ma questi commenti sono l’anticamera del femminicidio. E prima che qualcuno mi chieda se ho letto l’articolo: non l’ho letto, non m’interessa cosa dice, potrebbe pure mandare semplicemente affanculo Grillo e i suoi seguaci, commentando in quel modo mettete tutto su un altro piano, non entrate nel merito, la offendete come donna, non come giornalista e recuperate tutto lo stereotipo reazionario della donna puttana per natura, ché se viene stuprata forse è anche un po’ colpa sua. Insomma, fate quello che facevano i berlusconiani e i leghisti che schifate tanto, ora lo siete (forse lo eravate anche prima) pure voi.

Bandiera bianca

Arriva un momento prima o poi in cui ti rendi conto che, nonostante tu sia nel giusto, non riuscirai ad avere ragione. E la causa principale di questa situazione snervante e avvilente è l’ignoranza. E l’ottusità, pure. Allora ti arrendi, mandi tutto e tutti al diavolo e lasci, abbandoni, perdi. Perdi perché contro gli ottusi ignoranti non puoi mai vincere, non c’è possibilità.

Una sensazione tale di sconfitta inevitabile l’ho provata ieri, guardando la manifestazione abusiva dell’abusivo per definizione, e soprattutto la gente che c’era e che continua a sostenerlo. Mi sono reso conto che sono sempre le stesse persone, li ho visti, li conosco e riconosco quelle cadenze e quei gesti. Riconosco quei maglioncini sul collo, quei doppiopetti, la signora che dice con tono aggressivo “Ho ragione?”, quella che “chi sono questi cinque che possono decidere se dieci milioni hanno già deciso?” e che per riflesso vorrebbe abolire il potere giudiziario, quella che non sa per cosa sia stato condannato ma sa che sicuramente è innocente, per una sorta di dogma. Rivedo lo stile cafone e poco elegante delle ragazze e delle donne che lo venerano, quelle che vanno in giro col cane nella borsa, che hanno come aspirazione lavorare in tv, anzi non fare un cazzo, ma farlo in televisione.

Non ho sentito ma credo che ci fossero quelli che ammirano il vero Berlusconi, l’imbroglione, quelli che vorrebbero essere come lui perché froda il fisco, perché ha un sacco di donne, perché è bravo a raccontare le barzellette, perché prende in giro le donne brutte e i poveri e i terremotati. Quelli che, almeno una volta nella vita, vogliono sentirsi superiori e se la prendono con gli ultimi livelli della società perché sono incazzati e devono dare la colpa a qualcuno. Quelli che lo vedono come idolo perché è bello essere ricchi, arroganti, belli e sfottere tutti quelli che non lo sono.

Le persone che ieri erano lì non c’erano solo perché pagati, 10 euro per una giornata con 40 gradi percepiti non sono un grande investimento, quella è gente che ci crede davvero, che vede quello che vorrebbe essere, il proprio idolo. Persone che, come Schifani, Brunetta, Capezzone e lecchini vari non si vergognano a chiedere la grazia per un anno di domiciliari (ché non ci pensa nemmeno ai servizi sociali, ché sarà anche il presidente operaio ma non si mischia con la feccia) mentre ci sono migliaia di detenuti che sono in carcere per reati necessari alla sopravvivenza (rubare cibo, non evadere milioni di tasse) e che nel carcere ci muoiono davvero, prima del fine pena.

Ormai tutti hanno capito che il problema è il berlusconismo, prima di Berlusconi stesso. ll berlusconismo che c’era prima di Berlusconi e che il frodatore di Arcore ha solo legittimato, queste persone che dieci anni fa pensavamo sarebbero rinsavite di colpo dopo qualche sentenza, credevamo che non capissero per l’informazione manipolata. Ci sbagliavamo, questi non capiscono perché non capiscono, oppure perché gli va semplicemente bene così, con la Ferrari senza bollo, con quattro appartamenti senza IMU da pagare e con la figlia ignorante ma gnocca che la dà al capo e fa carriera.

Ottusi e ignoranti, contro questi non puoi vincere.

Le elezioni più trash della Storia

Bisogna ammetterlo, viste dall’esterno (e per esterno intendo da un altro paese, possibilmente di un altro continente, da un altro pianeta, se proprio vogliamo stare tranquilli) queste potrebbero essere le elezioni più spassosamente tragiche della Storia. Un qualcosa talmente trash che i film di Pierino, al confronto, sono al livello di Vittorio Gassman che legge la Divina Commedia. Una tale accozzaglia di cialtroni, imbroglioni, approfittatori, doppiogiochisti e leccaculo, tutti insieme per accaparrarsi un posto in Parlamento (quindi per guidare uno dei paesi cardine dell’Unione Europea in una crisi talmente profonda che non se ne vede la fine), non l’avevo mai vista.

Sì, influisce la presenza del PDL, che da questo punto di vista non delude mai e dovrebbe candidare il sempreverde Dell’Utri (che non capisco come facciate a dire che è mafioso, voglio dire, “è cattolico, e ha quattro figli!”) e nuovi e talentuosi fenomeni della politica, come Nicola Cosentino, con processi terminati e in corso per i rapporti con i Casalesi e per riciclaggio di rifiuti tossici, e chissà chi altri (le liste non sono ancora state depositate, aspettiamoci qualche colpo di fine mercato). Inoltre in una lista legata al PDL, presentata da Stefania Craxi (Argh!) c’è quel grande esempio di correttezza e onestà di Luciano Moggi (Aaaaaaargh!), certi incubi non finiscono mai.

Ma anche il resto non scherza, e il male non è solo candidare persone con processi pendenti in corso o condannati in via definitiva, ma anche personaggi poco seri e che non hanno evidentemente niente a che fare con cose serie come la Politica.

Monti candida la Vezzali, che si sarebbe fatta toccare da Berlusconi e come prima dichiarazione da candidata si allinea alla linea cattolica e dice che la famiglia è basata su uomo e donna. Più in generale col Professore ci sono tutti quei personaggi famosi conservatori che hanno votato Berlusconi in passato ma che non si sarebbero mai candidati con Silvio, ché ora è conosciuto come puttaniere, mentre Monti è simbolo di sobrietà, e la sobrietà è importante. E pure la famiglia è importante, tanto che l’UDC, alleato con Monti, mette in lista cognata e genero di Casini.

Il PD candida personalità oneste, coraggiose e di tutto rispetto come Rosaria Capacchione  e Corradino Mineo, che potrebbero davvero dare una svolta in Parlamento, ma poi ricasca negli errori del passato e conferma la linea del partito: raccattare più gente possibile di varie tendenze che non hanno niente a che fare con la Sinistra, per cercare di accaparrare i voti dei centristi. Quindi nelle liste sono presenti esponenti dell’area ultra cattolica, gente che al primo accenno di diritti per coppie omosessuali minaccerà di far saltare il governo, un film già visto (ve la ricordate la Binetti?) e che al PD sembrano non ricordare. Certo, ci sono state le primarie per scegliere i candidati, ma proprio i risultati delle primarie fanno capire che i problemi dell’Italia nascono dal basso, dagli elettori e i partiti ne sono un’emanazione, non la causa. Nelle primarie per la Camera nel collegio Campania 2 (tutte le provincie campane tranne Napoli) il più votato è stato Nicola Caputo, a Enna Vladimiro Crisafulli, entrambi indagati per reati legati alla loro posizione politica. Se la maggior parte dei votanti pensa che debbano essere candidati, ce lo meritiamo un parlamento del genere.

D’altronde con una legge elettorale così ridicola è inutile chiedere di meglio a coloro che devono essere eletti, una legge definita porcata dal suo stesso inventore, che tutti quelli che erano in parlamento hanno giudicato pessima, ma che nessuno si è preso la briga di cambiare, forse perché accontenta un po’ tutti o, meglio, non scontenta nessuno: Bersani dovrebbe (dico dovrebbe, perché il PD è specialista di rimonte subite, soprattutto se ci saranno altre ospitate di Berlusconi da Santoro) avere la maggioranza alla Camera, Berlusconi molto probabilmente riuscirà a creare una situazione ingovernabile in Senato (il PD, vincendo in tutte le regioni, tranne Lombardia e Veneto – tradizionalmente a maggioranza di centrodestra, non avrà la maggioranza dei senatori, Calderoli era un genio incompreso…), Monti sfrutterà lo stallo e l’influenza della BCE per strappare un nuovo incarico di Governo. Gli unici che non avranno vantaggi da questa legge elettorale sono i partiti che non erano presenti in Parlamento e quindi si appendono.

Partiti che si pensa portino un po’ di novità e di pulizia, e infatti le novità ci sono: nuovi modi di lamentarsi e fare scena. Il maestro del vittimismo è sempre il Papi nazionale, su quello non c’è gara, ma Beppe Grillo lo tallona. È stato depositato un simbolo molto simile a quello del movimento 5 stelle, Grillo se ne accorge e monta un casino, parla di complotto e dice che se non verrà ritirato non presenterà la sua lista alle elezioni. Ci sono simboli molto simili anche a quelli di Ingroia e Monti (qui si tratta di classe, hanno dovuto trovare anche un povero cristo che si chiamasse pure lui Monti e lo hanno convinto a candidarsi), ma loro due non hanno fatto polemiche perché è palese che per queste liste civetta è praticamente impossibile raccogliere le firme per poter presentare le liste, quindi il problema non esiste, se Grillo non lo sa qualcuno dovrebbe spiegarglielo, se invece lo sa si potrebbe pensare che lo faccia per attirare l’attenzione (se poi lui stesso è anche il titolare del simbolo pezzotto uno il pensierino ce lo fa…) e scatenare un altro po’ di populismo a gratis.

Ma la cosa più sconcertante, passata colpevolmente in secondo piano, è l’apertura di Grillo ai fascisti di Casapound. Se sei democratico e vuoi partecipare al processo democratico, non dici a persone che credono in un’ideologia palesemente anti democratica che se vogliono sono i benvenuti, se lo fai o sei tu stesso un fascista che crede nella dittatura o hai problemi di coerenza coi tuoi pensieri. In ogni caso, io uno così non lo voterei.

Resta Ingroia che, ad ora, è l’unico che potrei votare (per disperazione, più che altro) ma si parla di presenza massiccia nelle liste di esponenti di Rifondazione, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, partiti che hanno fallito, che non hanno più niente da dire o che non voterei per lontananza ideologica. Uno scenario sconfortante.

Ma la cosa più sconfortante e involontariamente comica è la massa di persone che hanno fatto la nottata per poter depositare i simboli più assurdi, da “Forza Evasori” a “Forza Roma”, fino ad arrivare al paradossale “Io non voto”. Se Berlusconi col teatrino da Santoro ha guadagnato voti è perché ci sono milioni di persone che pensano sia un figo, se pensiamo che gli elettori siano tutti di Sinistra e moralmente ineccepibili non riusciremo mai a capire il perché di anni e anni di sconfitte.

Il popolo colpevole

I Rom mi sono simpatici, quando sento di gente che accusa un Rom per un crimine mi schiero dalla parte del Rom.

I Rom non piacciono quasi a nessuno, il 99% degli italiani odia i Rom, e nel 99% sono compresi quelli che dicono di essere di sinistra e che ogni anno condividono i link su Facebook per festeggiare il 25 aprile.

Se sei nazista o fascista è facile odiare i Rom, hai già provato a sterminarli una volta e non sei riuscito a completare l’opera, ci credo che ce li hai sullo stomaco; se sei di sinistra dovrebbe già essere più difficile, ma le persone che votano SEL e che odiano gli zingari ci sono, purtroppo. Penso sia una cosa totalmente assurda,  l’unica spiegazione è che non sono di sinistra, non ne vedo altre.

A me i Rom stanno simpatici perché sono l’ultimo anello della catena di tolleranza. Ormai i polacchi, i maghrebini, i senegalesi sono “tollerati”, i Rom no. Se c’è uno stupro, la prima cosa da fare è incendiare il campo Rom, mi sfugge la concatenazione logica tra questi eventi, ma funziona così.

I Rom rubano, violentano, uccidono, è vero, sono cose che fanno anche gli inglesi, i francesi o gli italiani, ma loro sono colpevoli a prescindere, fino a prova contraria e comunque non prima del rogo.

Si portano sulle spalle tutti i crimini del mondo, sono i sommi capri espiatori, ed è difficile vivere con una tale spada di Damocle sulla testa, ogni volta che un Rom commette un crimine mette a rischio l’esistenza del proprio popolo, è una responsabilità immensa, insostenibile.

Sono gli antieroi per eccellenza, come si fa a non amarli?

Perché Grillo continua a guadagnare voti?

La risposta è semplice: Grillo sa come funziona Twitter. Mentre non lo sanno (o, peggio ancora, fanno finta di non saperlo) Calzolari e Libero.

Piccolo riassunto della vicenda: Marco Camisani Calzolari, docente in Comunicazione aziendale e linguaggi digitali allo IULM di Milano, pubblica uno studio secondo il quale almeno la metà dei 600.000 followers di Grillo su Twitter sono falsi.

Calzolari ne parla come se fossero “seguaci”, persone che ne approvano l’operato, e questo è il primo, grossolano, errore. I follower, su Twitter non sono altro che persone che decidono di seguire un dato account, non è detto che siano dei fan dell’utente, semplicemente ritengono utile leggere i messaggi di una determinata persona (per dire, per un certo periodo, sono stato un follower di Alemanno, quello vero). Quindi, tra i 600.000 follower di Grillo potrebbero esserci benissimo 300.000 persone che non lo sopportano, non è detto che più il numero è alto, più hai consenso, vuol dire che scrivi cose talmente interessanti o abominevoli da far sì che molte persone siano interessate.

Secondo errore: Calzolari parla di tantissimi bot tra i follower di Beppe Grillo, facendo una scoperta pari solo a quella dell’acqua calda. Un bot, per chi non lo sapesse, è un programma che “tenta” di imitare comportamenti umani, su Twitter i Bot sono finti utenti (nel senso che i messaggi non sono scritte da persone vere, ma in modo automatico da un computer) che utilizzano, come spiega Grillo, la tecnica del re-following per pubblicizzare prodotti. In parole povere, seguono utenti in maniera più o meno random che, per cortesia o curiosità, seguono a loro volta il bot, i cui messaggi, però, saranno per la maggior parte frasi senza senso oppure pubblicità. In questo caso, l’utente “vero” non può farci niente, sono i bot che decidono di seguirti.

L’ultima osservazione di Calzolari (che non mi sembra molto ferrato su come funzionino i social network e internet in generale) riguarda l’acquisto di follower. Su questo punto, non penso si possa essere sicuri al 100%, Grillo dice che, in casi come questo, ci sarebbe dovuto essere un picco nell’incremento dei followers, mentre la crescita è stata abbastanza lineare, ma chi possiede i dati storici dei followers dell’account di Grillo? Penso che manco Twitter li abbia, quindi è un’accusa difficile da dimostrare, soprattutto in un mondo come quello del web dove i grandi personaggi politici utilizzano trucchi e tecniche per nascondere critiche e simulare consenso (non per tirare sempre in ballo Alemanno, ma nel periodo della nevicata su Roma, spuntarono fuori account con un solo tweet all’attivo e questo tweet era un messaggio di elogio all’operato del sindaco).

Ora, si può criticare il modo utilizzato da Grillo per rispondere alle critiche (e io sono uno che pensa sia allo stesso livello, se non peggio, di Berlusconi), cercando sempre di sminuire la persona che ne mette in dubbio l’operato, ma è evidente che in questo caso la figura dell’ignorante o del bugiardo l’ha fatta Calzolari (è un docente in “Linguaggi digitali”, certe cose dovrebbe saperle).

La morale della favola è che la stampa e la maggior parte dei politici tenta di screditare l’avversario parlando di cose di cui non sa, tecnica che sarebbe stata efficace un tempo, quando anche la maggior parte degli elettori non sapeva di cosa si stava parlando e seguiva il titolone. Ora basta girare un po’ in internet, oppure avere un account Twitter, per capire che questi attacchi hanno come unico effetto quello di far aumentare il consenso (quello vero) di Grillo, che sarà anche un populista anti-democratico ma almeno, nel 2012, sa come funziona Internet.

Perché sempre lui?

Sono interista, ho visto almeno il 90% delle partite degli ultimi 10 anni e, di riflesso, quasi tutte le partite di Balotelli in nerazzurro dopo il suo esordio in serie A. Insomma, credo di avere abbastanza elementi per poter giudicare il calciatore dentro ed anche al di fuori del campo di gioco.

Il mio giudizio è abbastanza chiaro: Balotelli è un grandissimo giocatore, talentuosissimo, che nella fase iniziale della sua carriera ha pagato una combo terrificante per la stampa sportiva italiana: nero + interista + testa di cazzo.

Non poteva certamente avere vita facile, ed infatti non l’ha avuta, si è arrivati al punto di giustificare insulti razzisti (uno su tutti: “Non ci sono negri italiani”) col fatto che il ragazzo ha un carattere particolare, risponde e, insomma, alla fine se li cerca gli ululati e gli slogan neo-fascisti.

La cosa è andata avanti così per tutto il periodo in cui ha giocato in serie A, e non nascondo che alcuni tra i momenti più esaltanti vissuti da tifoso siano state alcune risposte di Mario ai subumani che di volta in volta l’hanno insultato. Tra tutte il mostrare lo scudetto ai tifosi juventini nel loro stadio dopo uno dei suoi innumerevoli gol contro quella squadra là, l’offesa suprema.

Con Balotelli ci siamo divertiti tantissimo, ma ci ha fatto anche incazzare parecchio e, dopo una serie incredibile di cazzate orchestrate da personaggi poco raccomandabili (culminate nella semifinale di andata contro il Barca, nella più bella partita dell’Inter che io abbia mai visto), le strade si sono dovute gioco forza separare, sarebbe stato impossibile, per lui, giocare ancora nell’Inter.

Una volta al City ho creduto che non sarebbe più stato tartassato dalla stampa e da tutto l’ambiente calcistico italiano, pensavo che sarebbe diventato il simbolo della nuova nazionale, dato l’abbandono della maglia nerazzurra; era ancora nero ed era ancora un gran rompicoglioni, ma almeno non giocava più con l’unica squadra che viene criticata a prescindere nell’ambiente dello sport italiano.

Ora, invece, dai giornali leggo che c’è un solo colpevole per questa deludente (finora) spedizione azzurra. La colpa è tutta di Balotelli che quando tira dovrebbe passare la palla e quando la passa dovrebbe tirare, sicuramente non è di Chiellini che salta fuori tempo lasciando l’attaccante avversario libero di segnare, né di Prandelli che fa giocare Giaccherini da terzino nonostante sia attaccante e non sappia fare (giustamente, direi) una diagonale difensiva. Balotelli è il cattivo esempio, mentre Buffon che scommette un milione e mezzo di euro in nove mesi e giustifica le combine di fine campionato (ed è anche fascista) è il capitano della nazionale, e Cassano è un simpaticone che può tranquillamente offendere gli omosessuali.

Pochi dicono che Balotelli è uno dei pochi giocatori che può fare la differenza, che ha vinto uno scudetto praticamente da solo a 18 anni, quando la maggior parte dei suoi compagni se la faceva sotto, che è stato decisivo di nuovo nella vittoria della Premier League del City dopo 40 e passa anni. Che, a quasi 22 anni, ha un palmares che quasi tutti i suoi compagni di nazionale si sognano. Viene fatto passare per un giocatore qualsiasi che non ha dimostrato niente e che fa solo casino.

Dopo tutto questo e dopo la partita di ieri, ho deciso di tifare per l’improbabile Grecia, potrei cambiare idea solo in un caso: gol di Balotelli (magari entrato a partita in corso) decisivo per la qualificazione, festeggiato con la sua solita strafottenza.

“Avevo sempre saputo, si capisce, che era una corsa truccata.”

“George Gardner è un gran fantino, come no” disse “Ci voleva proprio un gran fantino per impedire a quello Kzar di di vincere.”

Avevo sempre saputo, si capisce, che era una corsa truccata.

Ma sentirlo dire così, dal mio vecchio, fu un colpo terribile, per me, da cui non mi ripresi nemmeno quando affissero i numeri al tabellone e suonò la campana per avvertire gli scommettitori e vedemmo che Kircubbin pagava sessantasette e cinquanta a dieci. Tutt’intorno la gente diceva “Povero Kzar! Povero Kzar!”

E io pensavo: Vorrei essere un fantino, e vorrei averlo potuto montare io invece di quel figlio di puttana.

Ed era strano pensare a George Gardner come a un figlio di puttana, perché mi era sempre stato simpatico e per giunta ci aveva dato il vincente, ma a conti fatti credo proprio che lo sia, sissignori, un figlio di puttana.

Ernest Hemingway, “Il mio vecchio”

I pasticci della Chiesa e le responsabilità dei fedeli.

Non sono credente. Non credo all’esistenza di Dio e di qualsiasi entità antropomorfa che crea delle regole e in base alla tua capacità di rispettarle decide se sei buono o cattivo, e nel secondo caso ti punisce anche.  Non credo al creazionismo e ai miracoli, ho frequentato una facoltà scientifica, non sopporto i pro-life, una volta ho votato Rifondazione Comunista ed offendo ripetutamente il Papa e la religione che mi sembra una cosa totalmente campata in aria.

Quindi, tutto questo scandalo sul “corvo” del Papa e sullo IOR non mi sorprende per niente e potrei chiudere quest’articolo con un semplice “ve l’avevo detto”.

Ma non sono così ingenuo da non riuscire a separare l’aspetto spirituale della religione da quello aziendale, capisco che molte persone riescano a trovare speranza e conforto in qualcosa che forse non esiste.

Quello che davvero non capisco è come miliardi di credenti possano giustificare la presenza della Chiesa cattolica, un impero economico basato su credenze e falsità, che davvero ha poco a che fare con l’idea originaria del Cristianesimo.

Un’organizzazione religiosa che ha una banca (!) che non rispetta le norme anti-riciclaggio, che percepisce tantissimi fondi da persone che manco lo sanno (8  per mille, sto parlando di te), che di fatto (tramite i medici obiettori di coscienza) nega alle donne la possibilità di abortire, impedisce di usare metodi contraccettivi (facendo aumentare a dismisura i casi di AIDS e gli stessi aborti), invia una circolare ai parroci che li informa del fatto che non sono obbligati a denunciare episodi di pedofilia e nel caso in cui il pedofilo sia lo stesso parroco, invece di assicurarlo alla giustizia, lo trasferisce in un’altra parrocchia tra fedeli ignari di tutto.

Cari fedeli, secondo voi il fatto che il maggiordomo del Papa trafugasse documenti segreti è davvero qualcosa di così sconvolgente? Non si sa da sempre che da un certo punto in poi la gestione della Chiesa è peggio di quella dei partiti, che ci sono giochi di potere tra cardinali e che lo Spirito Santo, durante il conclave, non sempre ci azzecca? Davvero pensate che questa azienda planetaria, a cui il povero Gesù non aveva mai accennato e che ha utilizzato un falso storico per acquisire territori e potere sulle persone, abbia come unico scopo quello di guidare le povere pecorelle sperdute al pascolo del Signore? Avete mai pensato ai danni collaterali che avete causato sostenendo la Chiesa a prescindere?

Dovreste pensarci, perché è in base all’enorme consenso planetario su scelte discutibili che questo impero si mantiene e continua a influenzare la politica italiana. Questa cosa, poi,  la trovo molto fastidiosa, il fatto che questo baraccone, il cui capo è un sovrano assoluto, uno dei pochi rimasti dai tempi della rivoluzione francese, possa influenzare la politica di un paese laico e democratico,  mi fa davvero incazzare.

Dovreste rendervi conto che la religione è, in fin dei conti, è un fatto personale e, a mio avviso, non serve un’organizzazione mondiale che vi dica come pregare, dove farlo e, già che c’è, impone delle regole assurde, tratte dall’interpretazione di un libro scritto migliaia di anni fa, non solo ai suoi fedeli, ma anche a persone che con la religione non vogliono avere niente a che fare.