Pagelloni 2012 – Letture

Fine anno. Per tutti i blog è periodo di  elenchi, liste, classifiche e dato che mi piace parecchio elencare e scrivere post lunghi non aspettavo altro. Il primo pagellone (e forse anche l’unico) riguarda i libri, non è una classifica dei migliori del 2012, ma di quelli che ho letto nel 2012, quindi ci trovate di tutto, da best-seller recenti a saggi vecchi un paio di secoli.

In totale ho letto diciassette libri (più uno attualmente in lettura) abbastanza variegati come genere e periodo storico, per la maggior parte classici, qualche delusione e qualche sorpresa. Mi rendo conto che avrebbe avuto più senso una classifica dei migliori usciti negli ultimi dodici mesi, ma ne leggo davvero pochi nuovi (come già detto per i dischi, non è snobismo) e mi divertiva raccogliere un insieme così disomogeneo, non si tratta assolutamente di ostentazione. Per alcuni avevo già scritto dei post (che è possibile leggere cliccando sui titoli) più o meno riusciti, altri avrebbero meritato la stessa attenzione ma, per i motivi più disparati, non l’ho fatto. In fin dei conti, questo è (anche) una specie di risarcimento.

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V for Vendetta (Alan Moore – David Lloyd, 1982 – 1985)

Una delle cose più incredibili che abbia mai letto e visto, una storia che contiene tante altre storie e parla di molti argomenti.

Innanzitutto è la storia di un’utopia, del sogno anarchico di V, deciso a distruggere l’ordine imposto dal partito fascista, per permettere la creazione di un ordine volontario, senza padroni.

È la storia di Evey Hammond, sedicenne orfana salvata da V e da lui istruita e iniziata all’anarchia.

È la somma di tante altre storie, di persone intrappolate nella prigione di uno stato totalitario, alcune se ne nutrono e lo alimentano, altre riusciranno a fuggirne.

I due personaggi principali sono eccezionali, il loro rapporto è uno dei punti di forza del fumetto, tanto è flemmatico, paziente e lucido V quanto è nervosa e frenetica Evey.

Il risultato finale è una graphic novel che ha pochi momenti di stanca, in cui ogni frase, ogni sequenza, ogni vignetta sembra essere definitiva, racconta di come è facile perdere la libertà e di come sia difficile (se non impossibile) riprendersela, racconta la crescita di una persona, della necessità di imparare prima di agire, del fatto che “Giustizia nulla significa senza Libertà”.