Svolte

Ci sono dei momenti, dei piccoli fugaci istanti, in cui sei consapevole di essere cambiato, di essere un altro te stesso. Osservi il cambiamento, riesci a visualizzarlo in maniera limpida, trasparente e ti rendi conto che sei una persona diversa (migliore, peggiore, uguale, chi può dirlo?) e che tutte le piccole tappe che hanno portato alla svolta ti sono passate davanti inosservate, le hai trascurate colpevolmente.

Le persone cambiano, ma quello che ti meraviglia non è il cambiamento in sé, quando il non rendersene conto, il trovarsi tutto d’un tratto spaesati e confusi; in quel nanosecondo in cui realizzi che sei passato alla fase successiva ricordi come eri in passato, fai un confronto col presente e ti chiedi se sei sempre lo stesso, come è possibile cambiare in maniera così radicale e non accorgertene, se non a metamorfosi ultimata.

Sarà che esiste la Vita, che hai miliardi di miliardi di altre cose a cui pensare, problemi, gioie e stronzate varie; sarà un po’ di autodifesa, il non voler accettare il cambiamento, la nuova persona che sostituirà la vecchia; sarà anche l’essere un po’ lenti e ottusi, fatto sta che di colpo ti trovi estraneo ed è una bella botta. E non è facile da superare, per niente.

Soprattutto, non riesci a vedere la strada che stai imboccando, se stai migliorando oppure sei solo una versione leggermente differente ma ugualmente patetica. Se la versione precedente non fosse per caso migliore dell’attuale, se c’è possibilità di evolversi ancora oppure se sei arrivato al capolinea. Vi capita mai di pensare di essere arrivati? Ora so che la cosa più brutta che possa capitare è il rendersi conto di aver raggiunto i propri limiti, e non ritenerli affatto accettabili, è davvero una brutta sensazione, ma almeno lo so, conosco il mio nemico, e non posso fare niente per combatterlo.

 

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