Il popolo colpevole

I Rom mi sono simpatici, quando sento di gente che accusa un Rom per un crimine mi schiero dalla parte del Rom.

I Rom non piacciono quasi a nessuno, il 99% degli italiani odia i Rom, e nel 99% sono compresi quelli che dicono di essere di sinistra e che ogni anno condividono i link su Facebook per festeggiare il 25 aprile.

Se sei nazista o fascista è facile odiare i Rom, hai già provato a sterminarli una volta e non sei riuscito a completare l’opera, ci credo che ce li hai sullo stomaco; se sei di sinistra dovrebbe già essere più difficile, ma le persone che votano SEL e che odiano gli zingari ci sono, purtroppo. Penso sia una cosa totalmente assurda,  l’unica spiegazione è che non sono di sinistra, non ne vedo altre.

A me i Rom stanno simpatici perché sono l’ultimo anello della catena di tolleranza. Ormai i polacchi, i maghrebini, i senegalesi sono “tollerati”, i Rom no. Se c’è uno stupro, la prima cosa da fare è incendiare il campo Rom, mi sfugge la concatenazione logica tra questi eventi, ma funziona così.

I Rom rubano, violentano, uccidono, è vero, sono cose che fanno anche gli inglesi, i francesi o gli italiani, ma loro sono colpevoli a prescindere, fino a prova contraria e comunque non prima del rogo.

Si portano sulle spalle tutti i crimini del mondo, sono i sommi capri espiatori, ed è difficile vivere con una tale spada di Damocle sulla testa, ogni volta che un Rom commette un crimine mette a rischio l’esistenza del proprio popolo, è una responsabilità immensa, insostenibile.

Sono gli antieroi per eccellenza, come si fa a non amarli?

 

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