Doctor Who 7×07 – The Rings of Akhaten (Neil Cross, 2013)

“La foglia più importante della storia dell’umanità”

Piccolo riassunto di questa stagione. Abbiamo perso i Pond.  Abbiamo capito che la Clara dell’800 e la Oswin di Asylum of the Daleks sono la stessa, impossibile persona (ed entrambe hanno fatto una brutta fine). Abbiamo visto il Dottore esiliarsi in un monastero come Everett Ducklair per cercare di risolvere il mistero. Abbiamo visto una terza Clara, ignara delle sue precedenti (o successive?) versioni, che non riesce a collegarsi ad internet e, chiamando l’assistenza, si mette in contatto col suddetto finto monaco. Li abbiamo osservati entrambi mentre salvano la Terra da un malefico Wi-Fi, poi rivelatosi essere un’arma della Grande Intelligenza, e li abbiamo lasciati col Dottore che le proponeva di viaggiare insieme, nel tempo e nello spazio.

Ora, data la scontata risposta all’ultima proposta ci resta solo da capire chi diavolo è Clara, ed ecco che ti piomba tra capo e collo un episodio apparentemente filler, ambientato su di un asteroide orbitante con una bambina in fuga. Personalmente ero convinto che sarebbe stato davvero un riempitivo e quindi speravo in una storia bellissima, a sé stante, ma bellissima. Invece questa serie meravigliosa tira ancora fuori un coniglio dal cilindro e ne esce fuori un episodio spiazzante, che fonde la trama della stagione a quella del singolo episodio in modo incredibilmente naturale.

La storia è scritta da Neil Cross, l’autore di Luther (che mi dicono essere una serie fantastica e davvero ben fatta, ma che non ho visto), alla prima esperienza col Dottore, ed è una storia che ha diviso i fan come raramente è successo in passato (forse solo con gli episodi più “estremi” di Moffat), definito come uno dei peggiori o migliori della nuova serie, a seconda dei punti di vist. Personalmente ho trovato la puntata bellissima, di una bellezza travolgente, anche e soprattutto a livello visivo.

L’inizio mostra l’ossessione del Dottore, che ripercorre tutte le tappe della vita di Clara, dall’incontro dei genitori avvenuto per “merito” della foglia vista nel precedente episodio alla morte della madre, passando per l’infanzia e l’adolescenza. E l’incapacità di accettare questa normalità da parte dell’Undicesimo è leggermente disturbante, si rammarica di questo e non riesce a capire come sia collegata alle altre due.

Allora mantiene fede alla promessa fatta alla ragazza e ritorna il giorno dopo il loro ultimo incontro per il primo viaggio. La destinazione è Akhaten, e nello specifico gli anelli di Akhaten. La successione degli eventi porterà Clara a conoscere la “regina degli anni”, una bambina che ha il compito di cantare una canzone per tenere buono una specie di Dio, a convincerla che riuscirà a non commettere errori e naturalmente a guardarla sbagliare (un classico: primo viaggio, primo disastro). E l’errore costa caro, la bambina deve essere offerta in sacrificio al Dio ma naturalmente questo non può essere permesso dal Dottore, adorabilmente contro le religioni, soprattutto quando queste si trasformano in barbarie.

Tutto questo giro (non troppo originale, a dire la verità, ma l’ambientazione ed alcuni particolari rendono il tutto molto bello) per arrivare ad uno dei momenti più epici della nuova serie e forse alla migliore interpretazione di Matt Smith da quando è il Dottore. Il Signore del Tempo, l’ultimo della sua specie, si affida all’ultima arma rimasta contro il Dio (che in realtà è un pianeta che si nutre di storie, di anime, sembrerebbe un parassita, ma non è quello che facciamo noi quando guardiamo una serie tv?) e gli racconta la sua storia per convincerlo a cibarsi dei suoi ricordi, sperando che gli bastino oltre mille anni di viaggi, perdite, scoperte, errori e sensi di colpa. Sembrerebbe una cosa assurda ma in questa serie, e solo in questa, funziona alla grande e tutto il discorso è commovente e potentissimo, la frase “Ho perso cose che non riusciresti mai a comprendere” è una cosa sconvolgente.

Sembrerebbe la logica e scontata conclusione, ma non basta, il pianeta rigetta i ricordi del Dottore e la minaccia resta, per risolvere il tutto ritorna Clara con l’ormai celeberrima foglia che non contiene tanti ricordi come quelli del Dottore ma porta con sé tutti gli attimi non vissuti dalla madre, quello che poteva essere e non è stato ed è decisamente troppo anche per un pianeta che si crede di essere Dio. La chiusura dell’episodio è lineare, il mistero di Clara non è risolto ma dopo questa avventura è diventato un personaggio ancora più profondo, interpretato alla perfezione da Jenna-Louise Coleman che in quattro episodi ha interpretato tre ragazze diverse tra loro, risultando sempre credibile (l’unica parte in cui è un po’ meno credibile è la Clara adolescente, ma lì c’è poco da fare).

Ultima citazione per Murray Gold che qui si supera con una colonna sonora meravigliosa ed integrata alla perfezione nell’episodio, la canzone della bambina durante il discorso del Dottore incita, invece che al riposo, al risveglio ed è un sottofondo perfetto per il momento, oltre ad essere bellissima.

Resto dell’idea che Doctor Who non debba essere analizzato come una qualsiasi serie tv, in termini di solidità di sceneggiatura, coerenza e qualità tecnica, almeno non solo, ma piuttosto debba essere visto con gli occhi e la fantasia di un bambino, da questo punto di vista questa è la serie più bella di sempre, e questo episodio è semplicemente meraviglioso. Bellezza, semplicemente bellezza.

 

UPDATE (30/06/13)

Da tre giorni, ovvero dopo il primo passaggio su Rai4, continuano ad arrivare visite con chiavi di ricerca relative a questo episodio. Penso sia una cosa molto bella, non per l’articolo in sé che non è questa grande cosa, ma per il fatto che parecchie persone siano rimaste impressionate da questo episodio, come ne rimasi impressionato io ormai più di due mesi fa, e soprattutto dal discorso-monologo del Dottore. E visto che quella scena fantastica perde circa il 50% col doppiaggio italiano, ecco qui la versione originale, in cui Matt Smith è vecchio, giovane, bambino. Allo stesso tempo. E in cui le parole sono talmente musicali da sembrare che anche il Dottore canti.

http://www.youtube.com/watch?v=ASqQ5f4QYYQ

 

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>