Grillofascismi

Questo sì che è un netto stacco con la politica del passato.

Che alla fine è quello che accade se sei volutamente populista e le spari grosse. Se urli sfottò reazionari e battute imbecilli e parli di assedi, battaglie contro tutti e tutto, generalizzando sempre e comunque. Poi succede che imbarchi un sacco di persone di merda, di gente che non aspetta altro per urlare minacce fasciste a tutto spiano. Perché questo, cari grillini, è fascismo, ci sono pochi cazzi. Minacciare di morte le persone per evitare che dicano quello che pensano è fascismo, spostare la discussione sull’aspetto fisico è fascismo, dare della zoccola ad una donna perché non fa quello che volete voi è fascismo. Poi potete fare tutte le marce contro il femminicidio che vi pare, ma questi commenti sono l’anticamera del femminicidio. E prima che qualcuno mi chieda se ho letto l’articolo: non l’ho letto, non m’interessa cosa dice, potrebbe pure mandare semplicemente affanculo Grillo e i suoi seguaci, commentando in quel modo mettete tutto su un altro piano, non entrate nel merito, la offendete come donna, non come giornalista e recuperate tutto lo stereotipo reazionario della donna puttana per natura, ché se viene stuprata forse è anche un po’ colpa sua. Insomma, fate quello che facevano i berlusconiani e i leghisti che schifate tanto, ora lo siete (forse lo eravate anche prima) pure voi.

Bandiera bianca

Arriva un momento prima o poi in cui ti rendi conto che, nonostante tu sia nel giusto, non riuscirai ad avere ragione. E la causa principale di questa situazione snervante e avvilente è l’ignoranza. E l’ottusità, pure. Allora ti arrendi, mandi tutto e tutti al diavolo e lasci, abbandoni, perdi. Perdi perché contro gli ottusi ignoranti non puoi mai vincere, non c’è possibilità.

Una sensazione tale di sconfitta inevitabile l’ho provata ieri, guardando la manifestazione abusiva dell’abusivo per definizione, e soprattutto la gente che c’era e che continua a sostenerlo. Mi sono reso conto che sono sempre le stesse persone, li ho visti, li conosco e riconosco quelle cadenze e quei gesti. Riconosco quei maglioncini sul collo, quei doppiopetti, la signora che dice con tono aggressivo “Ho ragione?”, quella che “chi sono questi cinque che possono decidere se dieci milioni hanno già deciso?” e che per riflesso vorrebbe abolire il potere giudiziario, quella che non sa per cosa sia stato condannato ma sa che sicuramente è innocente, per una sorta di dogma. Rivedo lo stile cafone e poco elegante delle ragazze e delle donne che lo venerano, quelle che vanno in giro col cane nella borsa, che hanno come aspirazione lavorare in tv, anzi non fare un cazzo, ma farlo in televisione.

Non ho sentito ma credo che ci fossero quelli che ammirano il vero Berlusconi, l’imbroglione, quelli che vorrebbero essere come lui perché froda il fisco, perché ha un sacco di donne, perché è bravo a raccontare le barzellette, perché prende in giro le donne brutte e i poveri e i terremotati. Quelli che, almeno una volta nella vita, vogliono sentirsi superiori e se la prendono con gli ultimi livelli della società perché sono incazzati e devono dare la colpa a qualcuno. Quelli che lo vedono come idolo perché è bello essere ricchi, arroganti, belli e sfottere tutti quelli che non lo sono.

Le persone che ieri erano lì non c’erano solo perché pagati, 10 euro per una giornata con 40 gradi percepiti non sono un grande investimento, quella è gente che ci crede davvero, che vede quello che vorrebbe essere, il proprio idolo. Persone che, come Schifani, Brunetta, Capezzone e lecchini vari non si vergognano a chiedere la grazia per un anno di domiciliari (ché non ci pensa nemmeno ai servizi sociali, ché sarà anche il presidente operaio ma non si mischia con la feccia) mentre ci sono migliaia di detenuti che sono in carcere per reati necessari alla sopravvivenza (rubare cibo, non evadere milioni di tasse) e che nel carcere ci muoiono davvero, prima del fine pena.

Ormai tutti hanno capito che il problema è il berlusconismo, prima di Berlusconi stesso. ll berlusconismo che c’era prima di Berlusconi e che il frodatore di Arcore ha solo legittimato, queste persone che dieci anni fa pensavamo sarebbero rinsavite di colpo dopo qualche sentenza, credevamo che non capissero per l’informazione manipolata. Ci sbagliavamo, questi non capiscono perché non capiscono, oppure perché gli va semplicemente bene così, con la Ferrari senza bollo, con quattro appartamenti senza IMU da pagare e con la figlia ignorante ma gnocca che la dà al capo e fa carriera.

Ottusi e ignoranti, contro questi non puoi vincere.

Le elezioni più trash della Storia

Bisogna ammetterlo, viste dall’esterno (e per esterno intendo da un altro paese, possibilmente di un altro continente, da un altro pianeta, se proprio vogliamo stare tranquilli) queste potrebbero essere le elezioni più spassosamente tragiche della Storia. Un qualcosa talmente trash che i film di Pierino, al confronto, sono al livello di Vittorio Gassman che legge la Divina Commedia. Una tale accozzaglia di cialtroni, imbroglioni, approfittatori, doppiogiochisti e leccaculo, tutti insieme per accaparrarsi un posto in Parlamento (quindi per guidare uno dei paesi cardine dell’Unione Europea in una crisi talmente profonda che non se ne vede la fine), non l’avevo mai vista.

Sì, influisce la presenza del PDL, che da questo punto di vista non delude mai e dovrebbe candidare il sempreverde Dell’Utri (che non capisco come facciate a dire che è mafioso, voglio dire, “è cattolico, e ha quattro figli!”) e nuovi e talentuosi fenomeni della politica, come Nicola Cosentino, con processi terminati e in corso per i rapporti con i Casalesi e per riciclaggio di rifiuti tossici, e chissà chi altri (le liste non sono ancora state depositate, aspettiamoci qualche colpo di fine mercato). Inoltre in una lista legata al PDL, presentata da Stefania Craxi (Argh!) c’è quel grande esempio di correttezza e onestà di Luciano Moggi (Aaaaaaargh!), certi incubi non finiscono mai.

Ma anche il resto non scherza, e il male non è solo candidare persone con processi pendenti in corso o condannati in via definitiva, ma anche personaggi poco seri e che non hanno evidentemente niente a che fare con cose serie come la Politica.

Monti candida la Vezzali, che si sarebbe fatta toccare da Berlusconi e come prima dichiarazione da candidata si allinea alla linea cattolica e dice che la famiglia è basata su uomo e donna. Più in generale col Professore ci sono tutti quei personaggi famosi conservatori che hanno votato Berlusconi in passato ma che non si sarebbero mai candidati con Silvio, ché ora è conosciuto come puttaniere, mentre Monti è simbolo di sobrietà, e la sobrietà è importante. E pure la famiglia è importante, tanto che l’UDC, alleato con Monti, mette in lista cognata e genero di Casini.

Il PD candida personalità oneste, coraggiose e di tutto rispetto come Rosaria Capacchione  e Corradino Mineo, che potrebbero davvero dare una svolta in Parlamento, ma poi ricasca negli errori del passato e conferma la linea del partito: raccattare più gente possibile di varie tendenze che non hanno niente a che fare con la Sinistra, per cercare di accaparrare i voti dei centristi. Quindi nelle liste sono presenti esponenti dell’area ultra cattolica, gente che al primo accenno di diritti per coppie omosessuali minaccerà di far saltare il governo, un film già visto (ve la ricordate la Binetti?) e che al PD sembrano non ricordare. Certo, ci sono state le primarie per scegliere i candidati, ma proprio i risultati delle primarie fanno capire che i problemi dell’Italia nascono dal basso, dagli elettori e i partiti ne sono un’emanazione, non la causa. Nelle primarie per la Camera nel collegio Campania 2 (tutte le provincie campane tranne Napoli) il più votato è stato Nicola Caputo, a Enna Vladimiro Crisafulli, entrambi indagati per reati legati alla loro posizione politica. Se la maggior parte dei votanti pensa che debbano essere candidati, ce lo meritiamo un parlamento del genere.

D’altronde con una legge elettorale così ridicola è inutile chiedere di meglio a coloro che devono essere eletti, una legge definita porcata dal suo stesso inventore, che tutti quelli che erano in parlamento hanno giudicato pessima, ma che nessuno si è preso la briga di cambiare, forse perché accontenta un po’ tutti o, meglio, non scontenta nessuno: Bersani dovrebbe (dico dovrebbe, perché il PD è specialista di rimonte subite, soprattutto se ci saranno altre ospitate di Berlusconi da Santoro) avere la maggioranza alla Camera, Berlusconi molto probabilmente riuscirà a creare una situazione ingovernabile in Senato (il PD, vincendo in tutte le regioni, tranne Lombardia e Veneto – tradizionalmente a maggioranza di centrodestra, non avrà la maggioranza dei senatori, Calderoli era un genio incompreso…), Monti sfrutterà lo stallo e l’influenza della BCE per strappare un nuovo incarico di Governo. Gli unici che non avranno vantaggi da questa legge elettorale sono i partiti che non erano presenti in Parlamento e quindi si appendono.

Partiti che si pensa portino un po’ di novità e di pulizia, e infatti le novità ci sono: nuovi modi di lamentarsi e fare scena. Il maestro del vittimismo è sempre il Papi nazionale, su quello non c’è gara, ma Beppe Grillo lo tallona. È stato depositato un simbolo molto simile a quello del movimento 5 stelle, Grillo se ne accorge e monta un casino, parla di complotto e dice che se non verrà ritirato non presenterà la sua lista alle elezioni. Ci sono simboli molto simili anche a quelli di Ingroia e Monti (qui si tratta di classe, hanno dovuto trovare anche un povero cristo che si chiamasse pure lui Monti e lo hanno convinto a candidarsi), ma loro due non hanno fatto polemiche perché è palese che per queste liste civetta è praticamente impossibile raccogliere le firme per poter presentare le liste, quindi il problema non esiste, se Grillo non lo sa qualcuno dovrebbe spiegarglielo, se invece lo sa si potrebbe pensare che lo faccia per attirare l’attenzione (se poi lui stesso è anche il titolare del simbolo pezzotto uno il pensierino ce lo fa…) e scatenare un altro po’ di populismo a gratis.

Ma la cosa più sconcertante, passata colpevolmente in secondo piano, è l’apertura di Grillo ai fascisti di Casapound. Se sei democratico e vuoi partecipare al processo democratico, non dici a persone che credono in un’ideologia palesemente anti democratica che se vogliono sono i benvenuti, se lo fai o sei tu stesso un fascista che crede nella dittatura o hai problemi di coerenza coi tuoi pensieri. In ogni caso, io uno così non lo voterei.

Resta Ingroia che, ad ora, è l’unico che potrei votare (per disperazione, più che altro) ma si parla di presenza massiccia nelle liste di esponenti di Rifondazione, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, partiti che hanno fallito, che non hanno più niente da dire o che non voterei per lontananza ideologica. Uno scenario sconfortante.

Ma la cosa più sconfortante e involontariamente comica è la massa di persone che hanno fatto la nottata per poter depositare i simboli più assurdi, da “Forza Evasori” a “Forza Roma”, fino ad arrivare al paradossale “Io non voto”. Se Berlusconi col teatrino da Santoro ha guadagnato voti è perché ci sono milioni di persone che pensano sia un figo, se pensiamo che gli elettori siano tutti di Sinistra e moralmente ineccepibili non riusciremo mai a capire il perché di anni e anni di sconfitte.

7 scene in cui il nazifascismo viene preso a pesci in faccia

Mimimmo

Sono tornati i professionisti del “si stava meglio quando si stava peggio”, gli irriducibili (spesso ventenni) del “quando c’era lui”, seguito dal sospirone nostalgico (ripeto, ventenni), i fedelissimi di “almeno i treni arrivavano in orario”. Insomma, il fascismo (neo-fascismo, nuova Destra, terza via, tutte stronzate: è sempre il solito vecchio orribile fascismo. Punto) sta raccogliendo consensi tra giovani e giovanissimi che postano foto del mascellone su Facebook, vogliono bruciare gli zingari, dicono che gli stranieri rubano il lavoro agli italiani e che quando c’era lui i treni arrivavano in orario (ché alla fine sempre lì si va a finire, l’unica cosa certa del ventennio è che i treni erano puntuali e questo faceva di noi un grande paese e bilanciava l’omicidio Matteotti, le leggi razziali e il suicidio bellico della seconda guerra mondiale).

Per contrastare questa deriva di estrema destra l’unica soluzione possibile è la presa in giro tramite l’arte e le risate, soprattutto le risate. Quindi ecco una selezione di scene di film e serie tv che riducono il nazifascismo a quello che realmente è: un errore della Storia (con molti colpevoli) che non dovrebbe ripetersi più e che merita il massimo sberleffo. Valgono le solite regole per i visitatori con la coda di paglia: militanti di Forza Nuova, Casapound e giovani fascistelli, quello che segue non vi piacerà ma, per usare un vostro classico, “Me ne frego!”. Si comincia!

La prima scena è tratta da Fascisti su Marte, film diretto da Corrado Guzzanti e Igor Skofic, nato da alcuni sketch che prendevano in giro l’imperialismo italiano del ventennio, ché voi non lo sapete ma l’Italia è arrivata su Marte decenni prima degli ammerigani, alla faccia loro!

La scena in questione racconta l’atterraggio dell’intrepido equipaggio e di un piccolo problema non previsto. Sì, insomma, appena arrivati sul pianeta rosso, le camicie nere si rendono conto che non c’è ossigeno, ma risolvono il problema in un modo esemplare: fanno finta che non esiste, insegnamento per generazioni di politici.

Con la seconda scena si rimane nel cinema italiano, stavolta la pellicola è I due marescialli (Sergio Corbucci, 1961) in cui Totò trova il pretesto buono per prendere a pernacchie (letteralmente!) un ufficiale nazista e un gerarca fascista che non brillano per acume.

Il fascismo è considerato (male) anche all’estero, nel bellissimo Porco Rosso (di cui ho scritto un po’ di tempo fa e che si DEVE vedere) del Maestro Miyazaki, ambientato in Italia negli anni ’30, è presente una battuta che è una pietra miliare:

L’antifascismo in quattro parole.

Non si può citare il fascismo senza nominare Hitler e hai voglia a dire che Mussolini non voleva allearsi coi nazisti e che non ha responsabilità nelle deportazioni nei campi di concentramento, non si può dire prima di tutto perché si tratta di cazzate belle e buone, e poi perché nazismo e fascismo hanno molti tratti in comune, soprattutto il fatto di sentirsi superiori solo perché si è nati in un posto piuttosto che in un altro o perché si ha la pelle di un determinato colore, e la repressione delle idee e dei comportamenti non tollerati eliminando la libertà di espressione. La stessa merda, in pratica.

Dunque ecco una scena fortemente antifascista tratta da una serie tv di cui ormai sono dipendente. Si tratta di Doctor Who e nello specifico dello spettacolare Let’s Kill Hitler, ottavo episodio della sesta stagione della serie nuova in cui il Dottore, Amy, Rory e quella psicopatica di Mels si ritrovano nell’ufficio di Hitler proprio mentre qualcuno tenta di ucciderlo prima del previsto, il loro ingresso in scena salva il Fuhrer che decide comunque di sparare al suo assassino ma non fa i conti con Rory, che prima gli rifila un cazzotto degno del miglior Bud Spencer, poi gli dice di chiudere il becco e infine lo sbatte in uno sgabuzzino, dove rimarrà fino alla fine dell’episodio.

MOMENTO. PIU’. EPICO. DI. SEMPRE.

Sempre nello stesso episodio River Song risponde alla domanda che penso tutti si siano posti in un certo momento della propria vita: “Cosa farei se mi trovassi nella Berlino del 1938 con una pattuglia di SS di fronte e mi fossi appena rigenerato?” (n.d.b.: questa la capiscono solo i Whovian.)

Che domande! Direi queste parole:

Beh, stavo andando al bar mitzvah di uno zingaro gay handicappato, quando all’improvviso ho pensato, “Caspita,il Terzo Reich e’ proprio una schifezza. Credo che andrò ad uccidere il Fuhrer.”

Ed infatti:

MOMENTO. PIU’. EPICO. DI. SEMPRE. II.

Per finire due scene ENORMI tratte da film statunitensi.

La prima è l’ormai classica scena del massacro di nazisti nel cinema, tratta da Bastardi senza gloria, del Maestro (e sono due in un solo post) Quentin Tarantino.

Prima che comincino le lezioni di Storia: lo so che Hitler non è morto in un cinema ma quelli che criticano la non verosimiglianza di quella scena dovrebbero prima di tutto evitare di guardare film, dedicandosi solo ai documentari, e soprattutto non hanno colto l’immenso significato simbolico della scena: il nazismo, esempio pratico di quanto può essere crudele l’uomo e di quanto può essere simile ad una bestia, che viene sterminato in un cinema e grazie al cinema, luogo dell’arte e dell’intelligenza umana. Davvero non vi vengono i brividi? Forse vi conviene riprovare:

Infine, quella che è forse la scena di antifascismo più elementare e diretta di sempre, talmente diretta che non c’è manco bisogno di commento:

(E alla fine si sente anche l’inizio di Boom Boom di John Lee Hooker. ‘Sti cazzi!)

Il popolo colpevole

I Rom mi sono simpatici, quando sento di gente che accusa un Rom per un crimine mi schiero dalla parte del Rom.

I Rom non piacciono quasi a nessuno, il 99% degli italiani odia i Rom, e nel 99% sono compresi quelli che dicono di essere di sinistra e che ogni anno condividono i link su Facebook per festeggiare il 25 aprile.

Se sei nazista o fascista è facile odiare i Rom, hai già provato a sterminarli una volta e non sei riuscito a completare l’opera, ci credo che ce li hai sullo stomaco; se sei di sinistra dovrebbe già essere più difficile, ma le persone che votano SEL e che odiano gli zingari ci sono, purtroppo. Penso sia una cosa totalmente assurda,  l’unica spiegazione è che non sono di sinistra, non ne vedo altre.

A me i Rom stanno simpatici perché sono l’ultimo anello della catena di tolleranza. Ormai i polacchi, i maghrebini, i senegalesi sono “tollerati”, i Rom no. Se c’è uno stupro, la prima cosa da fare è incendiare il campo Rom, mi sfugge la concatenazione logica tra questi eventi, ma funziona così.

I Rom rubano, violentano, uccidono, è vero, sono cose che fanno anche gli inglesi, i francesi o gli italiani, ma loro sono colpevoli a prescindere, fino a prova contraria e comunque non prima del rogo.

Si portano sulle spalle tutti i crimini del mondo, sono i sommi capri espiatori, ed è difficile vivere con una tale spada di Damocle sulla testa, ogni volta che un Rom commette un crimine mette a rischio l’esistenza del proprio popolo, è una responsabilità immensa, insostenibile.

Sono gli antieroi per eccellenza, come si fa a non amarli?

Perché Grillo continua a guadagnare voti?

La risposta è semplice: Grillo sa come funziona Twitter. Mentre non lo sanno (o, peggio ancora, fanno finta di non saperlo) Calzolari e Libero.

Piccolo riassunto della vicenda: Marco Camisani Calzolari, docente in Comunicazione aziendale e linguaggi digitali allo IULM di Milano, pubblica uno studio secondo il quale almeno la metà dei 600.000 followers di Grillo su Twitter sono falsi.

Calzolari ne parla come se fossero “seguaci”, persone che ne approvano l’operato, e questo è il primo, grossolano, errore. I follower, su Twitter non sono altro che persone che decidono di seguire un dato account, non è detto che siano dei fan dell’utente, semplicemente ritengono utile leggere i messaggi di una determinata persona (per dire, per un certo periodo, sono stato un follower di Alemanno, quello vero). Quindi, tra i 600.000 follower di Grillo potrebbero esserci benissimo 300.000 persone che non lo sopportano, non è detto che più il numero è alto, più hai consenso, vuol dire che scrivi cose talmente interessanti o abominevoli da far sì che molte persone siano interessate.

Secondo errore: Calzolari parla di tantissimi bot tra i follower di Beppe Grillo, facendo una scoperta pari solo a quella dell’acqua calda. Un bot, per chi non lo sapesse, è un programma che “tenta” di imitare comportamenti umani, su Twitter i Bot sono finti utenti (nel senso che i messaggi non sono scritte da persone vere, ma in modo automatico da un computer) che utilizzano, come spiega Grillo, la tecnica del re-following per pubblicizzare prodotti. In parole povere, seguono utenti in maniera più o meno random che, per cortesia o curiosità, seguono a loro volta il bot, i cui messaggi, però, saranno per la maggior parte frasi senza senso oppure pubblicità. In questo caso, l’utente “vero” non può farci niente, sono i bot che decidono di seguirti.

L’ultima osservazione di Calzolari (che non mi sembra molto ferrato su come funzionino i social network e internet in generale) riguarda l’acquisto di follower. Su questo punto, non penso si possa essere sicuri al 100%, Grillo dice che, in casi come questo, ci sarebbe dovuto essere un picco nell’incremento dei followers, mentre la crescita è stata abbastanza lineare, ma chi possiede i dati storici dei followers dell’account di Grillo? Penso che manco Twitter li abbia, quindi è un’accusa difficile da dimostrare, soprattutto in un mondo come quello del web dove i grandi personaggi politici utilizzano trucchi e tecniche per nascondere critiche e simulare consenso (non per tirare sempre in ballo Alemanno, ma nel periodo della nevicata su Roma, spuntarono fuori account con un solo tweet all’attivo e questo tweet era un messaggio di elogio all’operato del sindaco).

Ora, si può criticare il modo utilizzato da Grillo per rispondere alle critiche (e io sono uno che pensa sia allo stesso livello, se non peggio, di Berlusconi), cercando sempre di sminuire la persona che ne mette in dubbio l’operato, ma è evidente che in questo caso la figura dell’ignorante o del bugiardo l’ha fatta Calzolari (è un docente in “Linguaggi digitali”, certe cose dovrebbe saperle).

La morale della favola è che la stampa e la maggior parte dei politici tenta di screditare l’avversario parlando di cose di cui non sa, tecnica che sarebbe stata efficace un tempo, quando anche la maggior parte degli elettori non sapeva di cosa si stava parlando e seguiva il titolone. Ora basta girare un po’ in internet, oppure avere un account Twitter, per capire che questi attacchi hanno come unico effetto quello di far aumentare il consenso (quello vero) di Grillo, che sarà anche un populista anti-democratico ma almeno, nel 2012, sa come funziona Internet.

Le mie interpretazioni preferite di: The battle hymn of the Republic

Iniziamo col dire che questa canzone non la sopporto proprio, per almeno un paio di motivi.

Primo: è una canzone patriottica, ed io ho qualche problema col patriottismo che sfocia in nazionalismo, e in generale con gli inni che dicono che noi siamo i migliori, i più belli e i più buoni solo perché siamo nati nel nostro paese e che gli “altri” (a livello universale) sono peggio a prescindere.

Secondo: “Our God is marching on”. Gioco, partita, incontro; mi arrendo.

Detto ciò, il motivo di questo post è che per un po’ di tempo e per motivi che vanno al di là della mia comprensione mi ritrovavo sempre questa canzone tra i piedi, sempre. Mi bastava accendere la televisione e partiva questo insopportabile Glooory, Gloory, Halleluuuuujah!

Insomma, questo post è una vendetta, ho scelto le interpretazioni che mi hanno fatto ridere di più. Certo, non piaceranno ai soci dell’NRA o del Ku Klux Klan, ma credo che riuscirò a farmene una ragione .

Partiamo con una puntata dei Simpson. C’è una riunione (con bulli e secchioni) sulla casa dell’albero di Bart e prima di cominciare cantano una canzone:

Sì, è proprio lei, e in questo caso è diventata una feroce critica al sistema scolastico americano.

La seconda versione è presente in una puntata dei Jefferson, in questo caso è George Jefferson ad esibirsi in una versione molto più figa dell’originale, con tanto di “Aaaauh!” alla James Brown.

Molto meglio dell’originale.

La terza versione è seria ed è il motivo per cui penso che Johnny Cash sia un genio, perché riesce a farmi piacere questa canzone:

Niente da aggiungere.

L’ultima, e a mio avviso la migliore di sempre, nei secoli dei secoli, ed è quella cantata in un capolavoro che dovreste aver visto tutti, ma proprio tutti:

Semplicemente perfetto.

Perché mi sta sul cazzo Beppe Grillo.

In queste ore di tensione e sconforto, dovute ad uno dei più vili attentati della storia
d’Italia (che pure è piena di attentati e vigliaccate), vorrei esprimere qualche opinione su
Beppe Grillo.

Grillo è ritornato prepotentemente sulla scena pubblica qualche anno fa, dopo anni di esilio dalla televisione e quindi da tutto, per molto tempo non si è visto praticamente più. Poi è successo che si è diffusa una cosa chiamata web 2.0 fatta di blog e social network, tramite i quali chiunque può scrivere quello che pensa, pubblicarlo e farlo leggere potenzialmente a tutto il mondo; Grillo ha aperto un blog e ha cominciato a parlare di cose di cui (quasi) nessuno parlava, o perlomeno non lo faceva utilizzando un mezzo così potente: le fonti rinnovabili, i privilegi della “casta”, le discariche abusive etc.

Per un po’ di tempo è stato una sorta di Robin Hood, un vendicatore che smascherava il malaffare e lo rendeva pubblico, e in questo modo ha contribuito in maniera determinante al fenomeno dell’antipolitica visto che la gente, parecchia gente, lo seguiva e partecipava alle sue battaglie. All’inizio anch’io pensavo fosse mosso soprattutto da senso civico e amore per il paese, poi ho capito la tattica del comico che in realtà è tanto semplice quanto pericolosa: Grillo non fa che sparare nel mucchio, sparare fortissimo. Lancia una serie di provocazioni di vario genere in base agli umori del popolo, e generalizza il più possibile.

Ci sono parecchi parlamentari che rubano e vanno in pensione a 35 anni? Bisogna azzerare tutta la classe politica.

Alcuni giornali usufruiscono in modo abbastanza anomalo del finanziamento pubblico? Eliminare il finanziamento pubblico per tutti i giornali.

Un rom ruba o violenta una ragazza? Far fuori tutti i rom.

E’ un ragionamento che cattura le masse (in fin dei conti, sempre animali siamo), che sfrutta gli istinti più bassi dell’uomo per scopi personali e penso che sia una cosa totalmente sbagliata.

L’ultima (anzi, a questo punto direi la penultima) sparata è stata ancora più terribile delle precedenti, per criticare il governo ed Equitalia è arrivato ad affermare a Palermo, nell’anniversario di uno dei più cruenti attentati di mafia, che “la mafia non ha mai strangolato nessuno, si limita a chiedere il pizzo” e oggi, senza nessun senso del ridicolo, invece di chiedere scusa (a proposito, ha mai chiesto scusa a qualcuno, Grillo?) alle vittime passate, presenti e future spara ancora una volta nel mucchio e pubblica un post in cui fa intendere che si tratta di un assassinio di Stato, atto a sviare l’attenzione della gente dai problemi economici e dai limiti del governo tecnico, e tutto questo alla vigilia delle prime elezioni amministrative in cui un candidato del suo partito (“suo” nel senso che lo gestisce in modo autoritario, molto autoritario) potrebbe diventare sindaco.

Secondo voi, sarebbe un bene affidare il paese ad un cialtrone simile, totalmente privo di senso democratico, che evita come la peste i confronti e si sente a suo agio solo se può pontificare da un palco al di sopra di una folla affamata, come i peggiori populisti?

Che utilizza senza vergogna il simbolo di V for Vendetta (fossi Alan Moore lo denuncerei) quando la sua idea di politica è completamente diversa dell’utopia descritta in quel capolavoro?

Che ha criticato tantissimo Berlusconi ma che alla fine dei conti utilizza le sue stesse tecniche per ottenere consenso?

A 24 anni penso di potermi vantare di pochissime cose, una di queste è non aver mai votato PD, PDL e movimento cinque stelle e penso che sarò in grado di dire la stessa cosa sul letto di morte, continuerò a dare il mio minuscolo contribuito non votando grillini e forconi vari e vorrei che lo facessero tante altre persone,  ma soprattutto vorrei che i partiti veri facciano in modo di farsi votare, recuperando credibilità e prospettive politiche  invece di consegnare l’Italia in mano a questi esaltati, sarebbe un errore imperdonabile.